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Operai in gol che diventano campioni

#golee #calcio #operai #campioni #lavoro / 06/09/2017 17:45

JAMIE VARDY


Prima di approdare nel calcio che conta, Vardy lavorava come operaio in una ditta di apparecchi ortopedici a Sheffield. Per il suo comportamento sregolato fuori dal campo, in seguito ad una rissa in un pub, fu costretto ad indossare il braccialetto elettronico per quasi sei mesi. Dal 2010 al 2012 con l’Halifax Town e il Fleetwood Town realizza 58 gol e arriva così la chiamata del Leicester. Il resto della “favola” è nota a tutti: Vardy condurrà il Leicester alla conquista della Premier League e si conquisterà il posto anche in nazionale. La storiadi Jamie Vardy ha colpito tanti, se non tutti, tanto che il regista Adrian Butchart ha deciso di raccontarla in un film.





CARLOS BACCA


Proveniente da Barranquilla in Colombia, da ragazzo aiutava il padre Gilberto che guidava un peschereccio e insieme vendevano il pesce. Questo la mattina, perchè il pomeriggio si trasferiva sugli autobus a vendere i biglietti. La sera rimaneva il tempo per il pallone. A 22 anni gioca la prima partita da professionista con l’Atletico Junior Barranquilla. L’esordio è da favola: entra e segna 2 gol. Di lì la vita cambiò: nel 2012 giunge in Europa al Bruges, poi l’esplosione al Siviglia con cui conquista anche due Europa League da protagonista. Ad ogni gol esulta rivolgendo le dita al cielo, come a ringraziare Dio per l’opportunità che ha avuto.





RICCARDO ZAMPAGNA


A Terni c’era un tappezziere con il sogno di arrivare in Serie A. La mattina lavora in tappezzeria e il pomeriggio si allena nell’Amerina, fino a quando viene scovato dalla Triestina quando ancora montava tende da sole e successivamente comprato dal DS Walter Sabatini. Protagonista in Serie A con le maglie di Messina, con cui segna il primo gol in Serie A a 30 anni, e Atalanta. Si è fatto volere bene da qualunque tifoso per i suoi valori umani e operai che lo avvicinavano più alla gente comune che ai calciatori milionari. Raccontò anche di aver rifiutato i soldi di PSG e Monaco per non andare in contrasto con i propri valori.




PAPISS DEMBA CISSÈ


Da ragazzino guidava le ambulanze a Dakar, in Senegal. "A 15 anni vedevo la gente morire, ho lasciato la scuola per lavorare e quei pochi soldi che avevo li davo ai miei". Arriva in Europa al Metz e cambiò la sua vita: ora guidava la sua carriera, non più ambulanze. Fino ad oggi tra Nazionale e Club ha segnato circa 150 gol e attualmente gioca in Cina nello Shandong Luneng con uno stipendio di 3 milioni a stagione. Chissà se mentre guidava un’ambulanza nel traffico di Dakar si immaginava un futuro del genere…



MAURIZIO SARRI


Figlio di operai, Maurizio Sarri lavorava in banca, alla Montepaschi. La sera, terminato il lavoro, andava ad allenare. La prima squadra fu lo Stia, in Seconda categoria. Nel 2000 approda al Sansovino che in tre annate guida dall’Eccellenza alla Serie C2. Da lì parte l’ascesa: arriva in squadre come Pescara, Perugia, Verona, Avellino fino alla chiamata dell’Empoli con cui ottiene la promozione in Serie A. A Empoli i risultati sono ottimi e il calcio espresso colpisce tutti. Allora il Napoli decide di dargli fiducia e gli affida la panchina. I risultati sono devastanti e immediati: il Napoli lotta per lo scudetto riportando entusiasmo, è in Champions League e gioca uno tra i calci più belli d’Europa tutto grazie al bancario di Arezzo.

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