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L'arte del dribbling

Il gesto principe dei giocatori di maggior classe

Dribbling Messi CR7 Garrincha / 24/01/2018 07:28

Dribbling, dribbling e ancora dribbling ci sono certi giocatori che hanno fatto una ragione di vita. Spesso fine a sé stesso, il dribbling è uno dei gesti tecnici più spettacolari ma al tempo stesso di difficile realizzazione nel calcio. Non è solo un gesto intrigante allo sguardo può, e dovrebbe essere, eseguito per creare superiorità nella fase di gioco.



CHE COSA E' IL DRIBBLING? - Il dribbling si definisce come l'abilità tattica individuale che si esegue con il pallone e prevede il superamento dell’avversario.

In genere il dribbling è proprio dei centrocampisti offensivi e dei attaccanti. La finalità è quella di superare il diretto marcatore, creare superiorità numerica, in sostanza conquistare un "vantaggio" per la propria squadra.

I brevilinei e i giocatori che litigano con il metro sono i più "dribblomani": baricentro basso e velocità di piede, pensiero e di gambe sono alcune delle caratteristiche richieste.



LE FINTE - Il dribbling è efficace se inganna l'avversario. Le finte dunque assumono un ruolo di primo piano. Sono fondamentali per raggiungere quella situazione di vantaggio propria del dribbling. Si può sbilanciare il marcatore costringendolo a muoversi in una certa direzione per poi batterlo andando nell'opposta. Possono essere utili anche per giocare direttamente con l'orologio, per rallentare o velocizzare i tempi di gioco o per liberare compagni da avversari, attirandosi su di sé gli avversari.


DI TUTTI I GUSTI - Il più comune dribbling prevede un ripetuto e continuo, ma anche spezzettato, spostamento del pallone da un piede all'altro per ingannare il giocatore avversario. Il tocco di suola grazie al quale il pallone prende improvvise traiettorie. L'elastico dove il pallone si sposta velocemente dall'esterno all'interno del piede più vicino alla direzione scelta dal dribblatore. Richiede una spiccata rapidità di gambe e di piedi. Uno dei maggiori interpreti è stato Ronaldinho, purtroppo da pochi giorni in pensione.




Gli esterni, bassi o alti, sono abili nello stop e cambio di direzione. E' un ottimo diversivo per superare il marcatore che spesso si trova a stretto contatto durante la corsa e, rispetto ad esso, si trova nella parte più interna del campo. Il dribbling consiste nell'interrompere all'improvviso la corsa e fermare il pallone lasciando sfilare l'avversario, poi, con il piatto (o con il tallone) del piede più esterno colpire la palla indirizzandola lateralmente, facendola passare dietro il proprio corpo, eseguendo così il cambio di direzione. Molto abile il terzino sinistro della Roma Alexander Kolarov che abbina una forza fisica ad una tecnica invidiabile.


Ci sono tunnel che rimangono nella memoria collettiva. Il calciatore con destrezza fa passare il pallone in mezzo alle gambe dell'avversario e lo recupera una volta passato. Per eseguirlo è spesso necessario indurre l'avversario ad allargare le gambe con delle finte, cogliendolo di sorpresa. Veronica non è un nome di qualche tifosa o calciatrice ma è uno dei gesti più raffinati mai visti. Zidane è l'indiscusso maestro che ha dispensato in tante partite anche importanti. L'avversario deve essere in prossimità e l'esecutore ruota di 360° su sé stesso, facendo perno con la pianta del piede sulla sommità del pallone. In questo modo l'avversario è impossibilitato ad intervenire sul pallone senza commettere fallo perché durante la rotazione su sé stesso il calciatore si frappone tra la sfera e l'avversario. Bellezza e massima resa per uno dei gesti di maggior classe sul rettangolo verde.



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